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Definire l’africa parlando o scrivendo è per me semplicemente impossibile.
L’africa si respira con l’anima, nell’anima di chi la conosce senza conoscerla.

 

Si perché l’Africa è in ognuno di noi, nella parte più forte più intensa più emotiva ed emozionante del cuore.

Gli odori, i profumi, la luce accecante come il buio più buio delle notti africane, colpiscono i sensi, stravolgendoli.

I suoi abitanti, occhi, calore, pelle, selvaggio istinto: “tu sei mio padre” mi diceva un vecchio morente guardandomi nel cuore con i suoi occhi spenti, così Paul piccolo bimbo, mio figlio adottivo abbracciandomi: “tu sei mio tata”.

Entrano nel cuore, ti appartengono, appartieni loro, cambiano la tua vita, impedendoti di vivere senza di loro, diventano necessità insopprimibile, mancanza acuta.

Se mi si chiede cos’è l’Africa per me medico che ha percorso la propria vita vicino ai malati nei grandi ospedali romani, rispondo, è un mix di male e di gioia, è vera vita colma di colori, di profumi, di fiori che diventano alberi ed alberi fiori, di occhi profondi pensosi che non riescono a non colpire, perchè guardano e penetrano l’anima, di pelle vellutata, del calore delle braccia di un bimbo che nella sua tenerezza permea il tuo essere.
E in tutto questo scompare la miseria, la fame, le malattie, gli odori nauseabondi, le piaghe, i bisogni, le file interminabili di malati dall’alba al tramonto, con il loro carico di dolore che sperano il medico bianco possa lenire.

Pur nella necessità più estrema essi non hanno bisogni perchè posseggono la vita, e l’essenza stessa della vita che a noi sfugge e manca sempre più,stretti nella morsa del materialismo più egoistico, nel pragmatismo più crudo nell’edonismo afinalistico.

Pur nella necessità più estrema essi non hanno bisogni, perchè posseggono la vita, l’essenza stessa della vita, che a noi sfugge e manca sempre più.

Africa, bimbi dai grandi occhi neri, illuminati da splendenti sorrisi di luce, impossibile dimenticarvi, impossibile dopo avervi conosciuto vissuto ed amato, impossibile vivere senza di voi, il cui ricordo è mancanza acuta, colpa e dolore per i diritti usurpati, per l’ingiustizia e la violenza subìta da chi ancora vi usa e vi opprime, in nome di valori soltanto recitati.

Il vostro ricordo ferisce la coscienza di ogni uomo degno di questo nome.

Dott. Ennio Maria Di Giulio
Fondatore AfrikaSì